Londra

Londra
Anniversario a Londra

Austen

Austen
Lost in Austen

Shirley

Shirley
Shirley di Charlotte Brontë

Jane Austen, una graphic novel di Manuela Santoni

Non credete anche voi che i libri spesso arrivino tra le nostre mani seguendo percorsi misteriosi, per palesarsi al momento opportuno? Non avevo nemmeno in programma di andare in libreria, sabato sera, e sebbene mi fossi già imbattuta in questo volume grazie alla segnalazione di Carmela di Libri nella brughiera, me n'ero scordata. Finché, gironzolando alla ricerca di un regalo da parte del Last Century Boy per la festa della donna (ehm) mi sono imbattuta in lui. Così, come accade quando ci si innamora della persona giusta, ho smesso di cercare. Ecco il mio regalo: Jane Austen di Manuela Santoni (editore Becco Giallo), una graphic novel sulla vita di una delle più grandi scrittrici della storia della letteratura. Per noi intimi, zia Jane.

I misteri di Hanging Rock

Buon lunedì, miei cari. Nelle ultime settimane sono stata un po' latitante sul blog, sebbene abbia tanti pensieri e tante letture da condividere con voi. Inizio a recuperare il tempo perduto con quella che sinora è stata la più febbrile del mio 2017: avete presente quando nel corso della giornata continuate a pensare alle pagine che avete letto la sera prima di addormentarvi? A me è successo da poco con Picnic a Hanging Rock (1967) dell'autrice australiana Joan Lindsay.

Persino dopo averlo terminato per diversi giorni non sono riuscita a scrollarmi di dosso il suo strano incantesimo. È un romanzo, del resto, che fa dell'irrazionalità e del non detto i propri punti di forza. Lo sapevate che il vero capitolo conclusivo venne tolto dietro suggerimento dell'editore per accrescerne l'aura di mistero? Per volere dell'autrice fu divulgato soltanto dopo la sua morte (avvenuta nel 1984), e nel frattempo divenne un vero e proprio caso. Ho scoperto che esistono addirittura saggi con diverse teorie su quanto avvenne alle ragazze e all'insegnante dell'aristocratico Appleyard College, scomparse il giorno di San Valentino del 1900 nei pressi di Hanging Rock. 

immagine tratta dall'omonimo film di Peter Weir del 1975

Charlotte, che mi combini? (aka Il professore di Charlotte Brontë)

Ebbene sì, è successo: Il professore della mia cara Charlotte Brontë non mi è piaciuto (nonostante la faccia sorridente dell'anteprima). In questo video vi racconto perché.


Ancora una volta ho avuto la sensazione che Charlotte sia ingiusta nei confronti delle sue eroine. Frances Henry parte svantaggiata, visto che la conosciamo solo attraverso l'odioso narratore. William Crimsworth si presenta come una sorta di salvatore, che riconosce le sue potenzialità e le permette di fuggire al grigiore del suo destino. Ma è proprio così? Ho qualche dubbio a riguardo, e soprattutto trovo che Frances meritasse di più di quel professore pedante e pieno di sé. È evidente, però, come per Charlotte il male peggiore sia rappresentato dalla condizione di zitella, verso la quale si scaglia in modo diretto nel corso di questo romanzo. Penso ai suoi protagonisti maschili, e a come, appunto, le eroine siano sempre a loro superiori. Sì, pure Rochester, come mi ha fatto giustamente notare un'amica. Lungi da me voler fare della psicologia spiccia e dare giudizi sulla sua vita, ma non posso fare meno di pensare che Charlotte stessa meritasse più del reverendo Nicholls
Nonostante il mio giudizio negativo, sono ovviamente felice di averlo letto, ma capisco una delle ragioni per cui, dopo la sua morte, Nicholls ed Elizabeth Gaskell in un primo momento non fossero propensi alla sua pubblicazione. Le tematiche così come l'ambientazione in Belgio erano già state sfruttate per Villette, e tra le due opere non c'è proprio paragone, lasciatemelo dire.

Oops, I did it again! Anniversario a Londra

Indovinate un po'? Sono stata a Londra qualche giorno. Sì, ancora... e se ogni volta è speciale questa lo è stata ancora di più essendo una sorpresa organizzata dal Last Century Boy per festeggiare i nostri primi 10 anni insieme. Insomma, se qualcuno ci chiede il segreto della nostra relazione, ebbene, è Londra XD. 
Ragazza con tazza di tè (l'immagine della gggiuoia).

In love with... Victoria (ITV)


Ecco a voi, carissimi, la serie tv che mi ha rapita a cavallo tra il 2016 e il 2017: Victoria, andata in onda sulla rete ITV tra agosto e ottobre dello scorso anno. Si tratta di otto puntate nelle quali accompagniamo una giovanissima Victoria nei primi anni del suo regno, nei quali si appresta a diventare la grandiosa regina che ben conosciamo. Il taglio di questa serie è, come si può immaginare, molto intimo, e ci regala un ritratto emozionante dosando in modo ben calibrato elementi storico-biografici ad altri di fiction. Ne emerge una regina che, prima di tutto, è una giovane donna con le proprie fragilità, ma determinata ad assumere il controllo della propria vita, nonché, naturalmente, del proprio regno. E quando dico determinata, beh, intendo davvero determinata. 
Potrebbero in un quadro del genere, venire escluse le vicende di cuore? Non scherziamo, fanciulli. Fidatevi di me: struggimento a go-go, e due soggetti quanto mai affascinanti, Lord M, il suo primo ministro, e il principe Albert. Sappiamo bene com'è andata a finire, ma è appassionante fantasticare sui dettagli, non trovate? Pazienza se in realtà (pare) che con Lord M non ci sia mai stato nulla più di un profondo affetto.