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Austen

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Lost in Austen

Shirley

Shirley
Shirley di Charlotte Brontë

Charlotte, che mi combini? (aka Il professore di Charlotte Brontë)

Ebbene sì, è successo: Il professore della mia cara Charlotte Brontë non mi è piaciuto (nonostante la faccia sorridente dell'anteprima). In questo video vi racconto perché.


Ancora una volta ho avuto la sensazione che Charlotte sia ingiusta nei confronti delle sue eroine. Frances Henry parte svantaggiata, visto che la conosciamo solo attraverso l'odioso narratore. William Crimsworth si presenta come una sorta di salvatore, che riconosce le sue potenzialità e le permette di fuggire al grigiore del suo destino. Ma è proprio così? Ho qualche dubbio a riguardo, e soprattutto trovo che Frances meritasse di più di quel professore pedante e pieno di sé. È evidente, però, come per Charlotte il male peggiore sia rappresentato dalla condizione di zitella, verso la quale si scaglia in modo diretto nel corso di questo romanzo. Penso ai suoi protagonisti maschili, e a come, appunto, le eroine siano sempre a loro superiori. Sì, pure Rochester, come mi ha fatto giustamente notare un'amica. Lungi da me voler fare della psicologia spiccia e dare giudizi sulla sua vita, ma non posso fare meno di pensare che Charlotte stessa meritasse più del reverendo Nicholls
Nonostante il mio giudizio negativo, sono ovviamente felice di averlo letto, ma capisco una delle ragioni per cui, dopo la sua morte, Nicholls ed Elizabeth Gaskell in un primo momento non fossero propensi alla sua pubblicazione. Le tematiche così come l'ambientazione in Belgio erano già state sfruttate per Villette, e tra le due opere non c'è proprio paragone, lasciatemelo dire.

7 commenti

  1. Ora vieni a cercarmi per uccidermi ma... non amo Charlotte Bronte.
    Ho letto "Jane Eyre" e non mi è piaciuto perché la protagonista era, secondo me, troppo perfetta. E' facile creare un personaggio perfetto e poi gettarlo in pasto ai lupi, perché non vacillerà mai. Seguirà sempre la strada giusta, anche quando comporta dei sacrifici, ma avrà fatto la sua bella figura e alla fine raggiungerà il suo scopo perché, hei, la morale vuole che i giusti vivano felici e contenti, no?
    Peccato che nessuno è perfetto, e che si impara veramente solo sbagliando.

    Ammetto poi di aver sviluppato una certa antipatia per lei quando ho saputo che ha criticato i romanzi di Jane Austen (che io adoro), e questo tuo commento riguardo al matrimonio e a come lo vedeva la Bronte mi ha fatta riflettere.
    Viveva in un'epoca in cui il matrimonio era quasi obbligatorio ma, per questo motivo, scegliere di non sposarsi rappresentava una ribellione, il non sottomettersi alla vita casalinga e avere il coraggio di lottare contro i pregiudizi.
    Le sue eroine sono tutte positive e quasi prive di difetti, difendono i loro diritti ma, alla fine, nessuna di loro sceglie la libertà e la strada più impervia. Scelgono di fare ciò che ci si aspetta da loro.

    Sono andata un po' fuori tema, lo so. Ho comunque "Cime tempestose" da leggere, perché sono curiosa comunque ^^

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  2. Ma figurati Patty XD anzi, non sai quanto felice mi ha resa il tuo commento, quando mai capita nella vita di tutti i giorni poter discutere di questi argomenti? È la ragione per cui ho aperto il blog e il canale!! Quindi... grazie <3

    Capisco la tua posizione. Io però non considero Jane perfetta: credo che la sua forza consista essenzialmente nell'essere sempre fedele a se stessa. Non scende a compromessi non tanto perché andrebbe contro alla morale, ma alla sua morale, alla sua profonda essenza. Il fatto che ciò le garantisca comunque un "happy ending" è una concessione romanzesca, anche Charlotte sa che, nella vita reale, le cose solitamente non vanno così. La protagonista di Villette, Lucy, ha molto di Jane, e trovo che ci sia un forte legame tra i due romanzi, solo che Villette è disincantato, e il destino di Lucy è quello che forse sarebbe stato di Jane senza Rochester. Shirley, forse, è la protagonista che mi ha delusa di più: tra tutte le eroine di Charlotte è quella più imperfetta secondo i canoni dell'epoca, la più ribelle e anticonformista, quindi l'epilogo a lei destinato... no, davvero.

    Il discorso sul matrimonio è complesso... non saprei, forse è legato alla condizione di Charlotte, al bisogno di avere un compagno di vita. Aveva perso le sorelle, viveva nella solitudine con un padre cieco e intransigente. Come le sue eroine è scesa a un compromesso, e riteneva che un certo tipo di felicità esistesse solo a livello romanzesco. Ok, mi fermo, altrimenti scrivo un papiro XD potrei chiacchierare per ore di questi argomenti!!

    Ultimissima cosa: Cime Tempestose ti stupirà! Emily era molto diversa da Charlotte, e fidati, troverai alcuni dei protagonisti più imperfetti (e se vogliamo odiosi) della storia della letteratura. È un romanzo che o si ama o si odia, difficilmente lascia indifferenti. Io l'ho amato ;)
    Fammi sapere, sai? Ci conto!!

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  3. Cara Pamela, come sempre mi trovo d'accordo con te un po' su tutto. Io in realtà amo sia Jane Austen che Charlotte Bronte, ma Charlotte mi ha rubato il cuore e per me non c'è proprio confronto. Jane mi rilassa e mi diverte talmente tanto che la leggerei in continuazione; come Agatha Christie e Pearl Buck, mi fa un po’ da valeriana nei momenti difficili. Charlotte è più impegnativa ma mi tocca più nel profondo e mi regala emozioni più forti. Conoscendo poi, a grandi linee, cosa sia stata la sua vita, ha tutta la mia comprensione e il mio 'affetto'. Credo anche io che, data la triste esistenza che ha condotto, contrassegnata dalla solitudine e dal dolore, dall’incomprensione e dal disincanto, crearsi una famiglia con un uomo e avere dei figli da amare fosse un'ambizione, anzi una necessità imprescindibile per lei più che per chiunque altro. In parte anche la meravigliosa biografia di Mara Barbuni su Elizabeth Gaskell (edita dalla Jo March) ci lascia intravedere quanto la vita di Charlotte fosse misera e solitaria. Poche sono le pagine a lei dedicate, ma le ho trovate davvero illuminanti e non posso che consigliartene caldamente la lettura. Infine, per quanto banale possa essere, credo che Charlotte, a un certo punto della sua esistenza, abbia avuto il bisogno, più che il desiderio consapevole, di evadere dalla monotonia e dal dolore, regalando ad alcune delle sue eroine (che anche io trovo tutt’altro che perfette), e virtualmente anche a se stessa, un lieto fine. Non un lieto fine facile, però, ma difficile da conquistare, proprio a simboleggiare le asperità che la vita sempre ci riserva, anche nel migliore dei casi.
    Quanto a ‘Cime Tempestose, credo sia l’unico libro che ho sia odiato che amato in due periodi ben distinti della mia vita. L’ho detestato mentre ero incinta della mia seconda bambina, perché in quel periodo avevo bisogno di dolcezza e serenità, tanto che ho deciso di abbandonarlo per la forte irritazione che mi suscitava. Quell’abbandono però non mi ha mai del tutto convinta. Sentivo che c’era qualcosa di magico e ipnotico in quel romanzo, che il fallimento della lettura era dovuto in buona parte a me, e, dopo la nascita della bambina, l’ho ripreso con un risultato assolutamente opposto. Amore assoluto, incanto assoluto, un’attrazione irresistibile e indescrivibile. Concordo con te: personaggi odiosi, detestabili, amore malato che somiglia più all’odio e alla vendetta, ma nessuno potrà mai creare un’opera di tale portata, un romanzo maledetto, spesso brutale, ma, proprio per questo, con un fascino fuori dal tempo. Cosa non è la brughiera a Wuthering Heights? Mai letto descrizioni tanto suggestive. Basta, chiudo. Potrei parlarne all’infinito e farvi addormentare stecchite per la noia.
    Scusate se mi sono intromessa, ma non ho potuto evitarlo. Un abbraccio a entrambe. Ely

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    1. Carissima Ely, non potresti mai annoiarmi! Queste conversazioni per me sono linfa vitale, quindi ogni tuo intervento è fonte di gioia inesprimibile ;)
      Brontë vs Austen: rappresentano due mondi così diversi che è come paragonare il mare alla montagna: impossibile. Ovviamente si possono amare entrambe, ma per quanto adori i romanzi di zia Jane mi sento più vicina a Charlotte. Sarà che sono più portata per il dramma? Mah XD di certo tra un salottino e la brughiera, non ci penso nemmeno, scelgo la brughiera. La passione in Jane è nascosta, dissimulata al punto da rendersi invisibile, mentre in Charlotte ed Emily scorre impetuosa, divorante, talvolta distruttiva... vedi appunto Wuthering Heights! Prima o poi scriverò un post a riguardo *_*
      Grazie per aver condiviso il tuo aneddoto, è emblematico del doppio effetto in grado di sortire quel romanzo. Capisco la reazione dei critici vittoriani: un romanzo così immorale, e pure scritto da una donna! Inconcepibile, insomma ;)
      Di nuovo faccio tesoro dei tuoi consigli di lettura, e dato che non ho mai letto Pearl Buck ti chiedo da cosa potrei iniziare <3

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  4. Difficile dire da cosa iniziare con Pearl Buck. In Italia il romanzo più conosciuto è La Buona Terra e anche per me è stata la prima bellissima 'esperienza' con questa straordinaria autrice. L'amore si è consolidato, però, con Stirpe di drago ed è poi proseguito con innumerevoli letture, tra le quali una sorta di autobiografia romanzata molto toccante, 'Sole di mezzogiorno', nella quale Pearl affronta il dolorosissimo tema del ritardo mentale(e non solo) della figlia. Di Pearl ho amato un po' tutti i romanzi, anche quelli meno impegnativi. La Buck scriveva molto per permettersi i farmaci indispensabili alla cura della bambina, quindi, come per tutti gli autori prolifici, non tutte le opere naturalmente sono allo stesso livello. Nonostante gli argomenti trattati nei suoi romanzi siano sempre assai delicati, il suo stile sobrio e pacato, mi rilassa ed è spesso riuscito a riconciliarmi con la lettura anche in periodi decisamente critici. Molto belli sono anche La saggezza di Madama Wu, The living Reed e The long love (questi ultimi due mai tradotti in italiano). Tra il ciclo dei romanzi americani e quello dei romanzi ambientati in oriente, il secondo comunque è sicuramente da privilegiare, perché ci dà uno spaccato assai veritiero e spesso meticoloso di un mondo a noi assai lontano e quindi decisamente affascinante. Fammi sapere.
    In effetti sarebbe molto bello se tu scrivessi un post su Cime Tempestose. Sei molto competente e con la tua passione credo tu possa convincere molti lettori latitanti e indecisi a tuffarsi in quel vortice di passioni indimenticabili. Un abbraccio. Ely

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    1. Grazie Ely, i tuoi consigli sono sempre preziosi. Credo proprio che Pearl Buck sarà una delle prossime letture, è entrata ufficialmente nella mia TBR 2017 ;) Non avevo idea avesse scritto così tanto, e di nuovo mi ritrovo a interrogarmi sulle mie lacune.
      Oggi ti ho pensata, ho letto una graphic novel sulla vita di Jane Austen con una postfazione di Mara Barbuni, ne parlerò presto! Un abbraccio!

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  5. Ciao Pam,

    a quando questo video (o recensione scritta) su Nord e Sud? Ho visto che lo stavi leggendo e non sono curiosa. Di più!!!! Naturalmente dovrai sorbirti il mio intervento su uno dei miei più grandi amori:) Grazie dei saluti e, tra le altre cose, buona Buck! Ely

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