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Austen

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Shirley

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Shirley di Charlotte Brontë

Sir Arthur Conan Doyle // Curiosità Letterarie

Arthur Conan Doyle
Era una serata di settembre e non erano ancora le sette, ma la giornata era stata grigia e uggiosa e una densa nebbia umida gravava sulla città. Nuvole color fango facevano una deprimente e pesante cortina sopra le strade fangose. Lungo lo Strand i lampioni non erano che macchie offuscate di luce diffusa che gettavano un debole alone sul selciato sdruccioloso. Il bagliore giallastro delle vetrine si proiettava all'esterno nell'aria umida e densa di vapore, spargendo un riflesso luminoso fosco e tremolante sulla strada affollata. A parer mio c'era qualcosa di lugubre e spettale in quella infinita processione di volti che attraversavano fugacemente quelle strette fasce di luce - volti tristi o allegri, sparuti o gioiosi. (da Il segno dei quattro, Tutto Sherlock Holmes ed. Newton Compton).

A parer mio, invece, questa descrizione è meraviglia pura. Yess, la mia fase Sherlock continua. Così, avendo deciso di riprendere la rubrica Curiosità Letterarie, la scelta è caduta su Sir Arthur Conan Doyle.  Come nella "puntata" su Emily Dickinson, il volume di riferimento è sempre lui: Vite segrete dei grandi scrittori di Robert Schnakenberg (Electa). Pronti a scoprire i suoi scheletri nell'armadio? C'è di che leccarsi i baffi! Un aneddoto in particolare mi ha fatto ridere come una matta...


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