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Austen

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Shirley

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Shirley di Charlotte Brontë

Shirley di Charlotte Brontë

Lo so che ho già fatto un video a riguardo e scritto un post sulle prime impressioni, ma ogni occasione è buona per parlare delle mie adorate sorelline Brontë, quindi portate pazienza. Quanto ho amato Shirley? Infinitamente. Del resto non vedo come un romanzo uscito dalla penna di Charlotte possa deludermi, sebbene abbia temuto, per il primo terzo, che fosse giunto quel terribile giorno. Invece, ah! Perdonami, Charlotte, non avrei dovuto dubitarne per nemmeno mezzo secondo. Per quale ragione ho commesso un simile affronto? Ebbene, ho faticato a entrare nella storia, che si apre schiaffando la tematica sociale e facendo penare per la comparsa delle due eroine, Caroline e Shirley. È grazie a loro che in seguito il romanzo ha fatto breccia nel mio cuore.


Sin dal primo incontro s'instaura tra le due una profonda sintonia che non esita a trasformarsi in amicizia, una sorta di riconoscimento di anime affini. Tuttavia, Caroline e Shirley sono come il giorno e la notte, e in questa loro diversità sono unite dal desiderio di qualcosa di più di ciò che la società ritiene opportuno per una donna. Non biasimatemi, ma ho trovato di gran lunga più interessante la questione femminile di quella sociale. Ho apprezzato moltissimo il modo in cui viene trattata dall'autrice, che la interiorizza attraverso una profonda analisi psicologica. Tra le due, è Caroline a soffrire maggiormente i limiti che le sono imposti: a differenza dell'amica, non gode di una posizione sociale privilegiata, e quando il sogno di un matrimonio d'amore pare infrangersi, piomba nella più totale prostrazione. Le si prospetta un futuro vuoto in quanto non le è dato il potere di costruire il proprio destino, e ho sentito tutta la sua impotenza, quell'infelicità senza scampo di chi non ha facoltà di scelta. Se Shirley, al contrario, sembra essere padrona della propria vita, finisce comunque a modo suo con il capitolare. Proprio lei, così indomita, ribelle e passionale. Insomma, quello che posso dire senza fare spoiler, è che entrambe avrebbero meritato molto, molto di più: il lieto fine mi ha lasciato la sensazione che entrambe per ottenerlo abbiano tradito se stesse. Ho preferito di gran lunga la conclusione di Villette, che amo definire l'altra faccia di Jane Eyre. In ogni caso, Jane e Rochester sono, come dire, pezzi unici, non clonabili, nemmeno dalla stessa mamma. Quindi, va bene così.
Se non l'avete visto e vi va di sentirmi chiacchierare ancora al riguardo, non vi resta che prepararvi una tazza di tè e cliccare qua sotto. Oso pure muovere delle critiche alla mia sorellina. Sì, lei, Charlotte. Sono una brutta persona, lo so. Ciò non toglie che Shirley sia un romanzo meraviglioso, che va letto senza se e senza ma. 

4 commenti

  1. Cara Pamela, pur vedendo che questo post è ormai chiuso, sento il bisogno di dire due parole su Shirley a una persona che condivide il mio amore per Charlotte Bronte Ho appena terminato la lettura del romanzo e devo dire che l’ho amato tantissimo (l’ho tenuto fermo per anni. Ho spesso il vizio di centellinare le opere dei miei autori preferiti..). Sinceramente non mi ha annoiata neppure la prima parte che, anzi, ho trovato assai affascinante, seppur abbastanza slegata dalla seconda metà della storia. Forse, in questo, la struttura del romanzo è un po’ fragile; la questione sociale e le due storie d’amore non sono ben amalgamate, quasi si trattasse di due racconti distinti.. Anche io ho amato tantissimo sia Caroline che Shirley e sono rimasta un po’ delusa dai rispettivi innamorati che, a mio avviso, non hanno certo il carisma di Mr. Thornton (Nord e Sud) o del Capitano Wentworth. Credo, in effetti, che entrambe abbiano pagato un po’ troppo cara la realizzazione del loro sogno d’amore, soprattutto Shirley che, nelle battute finali, è quasi irriconoscibile, meno battagliera di come siamo stati abituati a vederla, quasi che l’unione con l’amato l’abbia ‘infiacchita’, anziché fortificata. Queste ovviamente sono piccolezze. Anche io do il massimo dei voti a questo meraviglioso romanzo, con il quale Charlotte, assieme alla Gaskell, si conferma la mia autrice preferita del periodo vittoriano. Ciao. Buon lavoro e buone letture!!! Elisabetta

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    1. Elisabetta, controllando i commenti persi ti ho ritrovata, che gioia grandissima ^_^
      Ho lo stesso vizio comunque: Daphne du Maurier ne è il perfetto esempio, l'adoro a tal punto che dopo l'ennesimo capolavoro l'ho messa in stand-by, riservandomi il piacere per momenti futuri ;)
      Felice di notare affinità anche in questa lettura!! E' verissimo, Shirley è quasi irriconoscibile alla fine, e in generale ho avuto proprio la sensazione che la struttura fosse un po' fragile, come se Charlotte non avesse le idee chiare su come far procedere e amalgamare i vari plot. Anyway... è immensa, come sempre! A breve parlerò ancora di lei e delle altre sorelline, sono reduce da un viaggio a Londra in cui ho avuto modo di scoprirle ancora un po' ^_^

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  2. In effetti oggi mi sono goduta un po' i tuoi aggiornamenti e ho visto che hai avuto l'onore (!!!!) di visitare la casa di Dickens. Un altro mostro sacro per me (è grazie all'amore che nutro per lui che ho scoperto dell'esistenza della Gaskell). Ricordo che anche di lui non avevi letto niente qualche mese fa. Spero rimedierai presto perché, per gli amanti della letteratura inglese di quel periodo Dickens è un must. Anche io, come te, leggo molto in inglese e Dickens, tra tutti, è quello che richiede maggiore attenzione. Ha uno stile molto complesso, ricco di sfumature, allusioni ironiche non sempre comprensibili a una prima lettura (almeno per me) ma che soddisfazione! Ti raccomando 'Our mutual friend' anche se, come dici te, è un mattonazzo di circa novecento pagine. Se prima preferisci vedere che impressione ti fa con una lettura più breve, allora A christmas carol è l'ideale. Semplicemente fantastico! Un bacione e a presto. Elisabetta

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    1. E' ancora una mia grandissima lacuna... che onta T_T lo so, lo so, devo rimediare as soon as possible. A dire il vero mio unico approccio a Dickens è stato proprio A Christmas Carol: incantevole. Non nutro alcun dubbio a riguardo, so che lo amerò alla follia ;)

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