Londra

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Anniversario a Londra

Austen

Austen
Lost in Austen

Shirley

Shirley
Shirley di Charlotte Brontë

Buon Natale! (singing: Tu scendi dalle stelle, o Fierobe-e-ecco")

Inutile che ci giri intorno, l'aver abbandonato il progetto #lastcenturyxmas mi cruccia non poco. Non che fosse chissà quale idea favolosa, ma vestire il blog a festa e dargli vita con un post al giorno mi faceva sorridere *in modo sbrilluccicoso* di soddisfazione. Capita, però, che la vita si intrometta, ti faccia saltare un paio di post, e tu anziché riprendere con determinazione le redini, beh, cada da cavallo. (Non so come mi sia venuta questa metafora del cavallo, forse troppi film con le principesse disney? Ma che dico! Non sono mai troppi). Insomma, credo abbiate capito. Tra i propositi per l'anno nuovo svetta una migliore life-organization, e mi sono già attrezzata, ehm ehm, ma di questo vi racconterò più avanti. 

Bando alle ciance, carissimi, vi lascio quella che nella mia testolina doveva una delle ultime caselline... è una citazione, non da un libro qualunque, ma da quella che è la mia saga preferita di sempre. Perché, lo so, non potrà mai esserci nulla che si avvicini a ciò che ha rappresentato Harry per me. Il passaggio in questione è tratto da I doni della morte... mi basta chiudere gli occhi per essere accanto a loro. Venite con me?

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La bambina di neve di Eowyn Ivey #lastcenturyxmas day 6

E' cosa oramai risaputa che uno dei miei criteri di giudizio nella lettura si basa sulla credibilità. A qualunque genere appartenga il libro, mi deve convincere che quanto che mi sta raccontando è vero. In questo, secondo me, risiede gran parte della bravura di un autore: la sua capacità di mettere in atto quella che Coleridge definiva la suspension of disbelief. Che mi parli di vampiri, folletti, orchi ecc. o di quotazioni in borsa (brutto esempio a dire il vero dato che non leggerei mai un libro che parla di quotazioni in borsa, comunque…) non importa: sono disposta a credere a qualunque cosa, ma tutto dipende dal talento dello scrittore. Ecco, La bambina di neve è un romanzo credibilissimo (e nel dirlo mi sento un po’ Elio giudice di X Factor, del resto condivido in la pieno la sua teoria :D). Eowin Ivey ha mescolato fiaba e realtà in modo così perfetto che nella sua storia non si avverte il confine tra l’una e l’altra. La vita difficile in una fattoria dell’Alaska degli anni ’20, l’amore di una coppia che ha condiviso una vita intera, drammi e speranze, e in tutto questo la meraviglia di una bambina, poi ragazzina, poi donna, che arriva una notte d’inverno con la prima neve e se ne va con l’arrivo della primavera. Una creatura, Pruina, che sembra rispondere miracolosamente al loro sogno ormai sepolto di essere genitori. Ma questa non è una bambina come le altre, e lo strano terzetto instaura anno dopo anno un bizzarro equilibrio che funziona finché Pruina non incontra l’amore…
E’ ammirevole il modo in cui l’autrice è riuscita a gestire la narrazione fondendo insieme poesia e prosa. Già, perché se La bambina di neve ha un forte sapore di fiaba, tuttavia offre anche uno spaccato di vita assolutamente realistico con dettagli talvolta crudi e spiacevoli. Per tutto il tempo, costringe il lettore a interrogarsi sulla natura della bambina e a chiedersi che ne sarà di lei. Cosa accade quando un personaggio fiabesco entra a far parte della vita reale? Questo è ciò che la sorella della protagonista le scrive in una lettera:
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A Very Kitty Christmas #lastcenturyxmas day 5

Se, come me, avete gatti, sapete di cosa parlo. Gatti + alberi di Natale/decorazioni = IL DRAMMA. Ricordo Matisse, il mio primo gatto, che di nascosto scartava le palline di cioccolato e se le pappava, lasciando ricadere la colpa sulla sottoscritta, che venivo sgridata da mamma perché credeva fossi io a gettare i resti per terra. Gli aneddoti si sprecano, così come gli abeti cadenti, e potrei anche raccontarvi del coniglietto di casa, Tato, che usava animare il presepe brucando il muschio, ma faccio un salto in avanti nel tempo per giungere al presente. Per mia pace interiore, ho puntato su decorazioni e lucine non raggiungibili da balzi felini, preferendo un alberello di modeste dimensioni. Io, che se potessi in casa vorrei l'albero del Rockfeller Center. Sospiro. 
Però ci sono momenti che ti ripagano di tutte le rinunce, come quello in cui si scartano i regali, e lasci una scatola incustodita...

Natale 2014
Va detto che Choco ha un problema con le scatole. Soprattutto se piccole. O piene di carta. Postazioni perfette per balzare su caviglie umane o sorelle feline (e un po' tonte) che osano avvicinarsi.
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Elsa (Frozen) #InspiredOutfit #lastcenturyxmas day 4

Inspired Outfit da prendere per quello che è... ovvero molto "inspired" ;) Lunedì ho rivisto per la xx volta Frozen, che è diventato uno dei miei film disneyani preferiti EVAH, e come al solito mi sono ritrovata ad ammirare beata abiti/trucco&parrucco di Elsa!E così... ecco una versione moderna di questa principessa, con un tocco di Pamela, come al solito ^^
per maggiori info visitate il set su Polyvore
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Olga di carta #lastcenturyxmas day 3

La scorciatoia più veloce per tornare bambini, se si è smarrita la strada, è quella di tuffarsi in un romanzo per l'infanzia. Che poi, non so voi, ma io ho sempre trovato assurda questa definizione. Quando un romanzo è speciale, lo è a qualunque età lo si legga... e la storia di Olga, ve l'assicuro, promette di esserlo. Quindi, nel caso non sappiate cosa chiedere a Babbo Natale, nel caso siate Babbo Natale, o semplicemente, come me, cerchiate letture un po' magiche che vi accompagnino in questi giorni di attesa, fateci un pensierino.


Olga Papel era una ragazzina esile come un ramoscello, mangiava come un uccellino, faceva respiri brevi, e il suo esistere, quasi sempre, produceva pochissimo rumore, se non un leggero fruscio, come la pagina di un libro mossa dal vento. Talvolta era in un posto e subito dopo era in un altro; saltava fuori bagnata zuppa da dove acqua non ce n'era, sporca di sabbia da un bosco innevato, bruciata dal sole in un giorno di pioggia.
Olga di Carta, Elisabetta Gnone (Salani Editore) 
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Oxford Street #lastcenturyxmas day 2

Oxford Street (Londra, 2014) foto scattata da me medesima

C'è solo una cosa più bella di Londra. Londra a Natale.

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Miracolo in una notte d'inverno #lastcenturyxmas day 1

Lo sento dire ogni anno, in questo periodo. "Non sento più lo spirito del Natale". Mi sono nascosta anch'io dietro questa frase, molte, troppe volte. Chi non si è mai sentito il Grinch della situazione? C'è una cosa, però, che ho capito: la devi cercare, questa magia. Se non apri il tuo cuore, le lucine lo renderanno ancora più freddo. Motivi per essere tristi, o preoccupati, ne abbiamo tutti, ma da un po' ho deciso di far mia la saggezza di questo detto: count your blessings. Così il blog si trasformerà in una sorta di calendario dell'Avvento, e ogni giorno condividerò qualcosa con voi. Un'immagine, una citazione, un pensiero, o un pezzetto di me. 
Inizio mostrandovi la lettura che mi accompagnerà fino alla Vigilia, Miracolo in una notte d'inverno di Marko Leino: 24 capitoli, da leggere uno al giorno, come finestrelle da aprire. O cioccolatini da scartare, se gradite di più la metafora. Ringrazio la dolcissima Muriomu per avermelo fatto scoprire invitandomi a partecipare al GDL (ecco il link al post e alla pagina facebook dell'evento). Bene... che la magia abbia inizio ^_^

"Volare è facile. Tutti hanno un paio di ali dentro, bisogna solo trovarle." (Prima finestra)



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