Londra

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Anniversario a Londra

Austen

Austen
Lost in Austen

Shirley

Shirley
Shirley di Charlotte Brontë

Slow reading... chi ci riesce?

In una delle mie quotidiane frequenti peregrinazioni in libreria mi sono imbattuta in Slow reading di David Mikics.
(Dai che per una volta non si vedono i piedi.)
Il sottotitolo chiarisce ogni eventuale dubbio sul tema trattato. Ammetto di essermi sentita colta in flagrante, a quanto sembra però sono in buona compagnia se ci scrivono addirittura dei saggi XD. Non per giustificarmi, ma la lettura veloce è diventata un'arma di legittima difesa durante la mia carriera di studentessa. Se vuoi sopravvivere a esami da migliaia di pagine, di certo non puoi procedere con il ritmo di una scampagnata in montagna, e impari ad essere rapido nel cogliere ciò che conta e ciò che è superfluo. Al di là dello studio, però, mi sono resa conto di come questa sia diventata un'abitudine sempre più consolidata. Del resto in un'epoca come la nostra in cui si viene bombardati di stimoli (e notifiche >_<)  se non sei veloce semplicemente... non ci sei. Non mi metto a disquisire su quanto sia estenuante cercare di tenere il passo (a volte ho l'impressione di essere in costante corsa dietro al tram, senza mai riuscire a salirci) ma riflettere su come la "velocità" non sempre sia "cosa buona e giusta". Semmai il contrario. Non ho letto questo saggio, tuttavia so che sarà uno dei miei prossimi acquisti. 

Leggere per piacere personale dovrebbe essere, appunto, fonte di piacere. Se lo si fa con impazienza è inevitabile si perda qualcosa per strada. Eppure, un po' per curiosità (*devi* sapere cosa succede o morirai tra 3,2,1...) un po' per mancanza di tempo (alzi la mano chi riesce a leggere solo la sera prima di dormire) un po' perché hai un fantastilione di non iniziati che si rigenerano come nemmeno i Gremlins sono capaci, ecco, quello che dovrebbe essere un piacere tende a diventare una corsa ansiogena. Ci si mette pure Goodreads, poi, a tentarti con la sfida dei libri da leggere in un anno ;) come resistere? Da una parte è un incentivo a leggere sempre di più, eppure non si dice sempre che non è la quantità che conta, bensì la qualità? La qualità di ciò che leggiamo, certo, ma anche la qualità della nostra lettura. Perché un dessert, per quanto goloso e "sano", va gustato, non ingoiato come fa Camilla (la mia cagnolina) con i suoi bon bon, che butta giù senza quasi masticare *_* 

Leggere è un piacere particolarmente vizioso, che vuole essere assaporato con voluttà. Il tempo che gli dedichi ne amplifica il sapore. Più tu ti concedi, più doni ti farà, come un'anima che non si svela in un colpo solo, ma lo fa se ti conquisti la sua fiducia, dedicandole a tua volta una parte di te stesso. Non è facile, purtroppo, eppure mi piacerebbe riuscirci. Fare qualche lettura in meno, magari, ma viverla di più. Senza controllare l'ora, o quante pagine mancano, o quali altri romanzi ha scritto l'autore, o WhatsApp, Facebook, ecc ecc.

Leggere con lentezza per essere presenti nel momento. Se vogliamo che un romanzo ci parli, dobbiamo saperlo ascoltare. (Se poi è brutto, è un altro paio di maniche).

Voi cosa ne pensate? Siete fast o slow readers?
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Spread glitters, not s**t

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Un altro post sconclusionato, forse, ma che ho in mente da un po'. Da inizio anno, per la precisione, quando il proposito per il 2015 (come al solito) imperante sui social era "voglio essere più egoista e pensare più a me stesso/a". Perché, del resto, c'è proprio bisogno di egoismo nel mondo. Tanto per fare un esempio, il 2 gennaio mi sono trovata il paraurti dell'auto parcheggiata davanti casa a pezzi, opera di un vicino, immagino, e nessun biglietto né di auguri né per dire "hey, ops, non ho fatto apposta, chiamami e fammi sapere che c'è da fare".
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Summertime Laziness (?)

L'estate dovrebbe essere la stagione della pigrizia. Un po' per il caldo (tra l'altro, ha rinfrescato ovunque tranne dove vivo io, possibile?) un po' perché dopo un anno di lavoro la necessità di staccare la spina è più urgente che mai. Ma ce la sappiamo godere, questa pigrizia, quando finalmente ci è concessa? Io, sinceramente, non molto. In questa settimana che mi si srotola davanti vorrei fare troppe cose. Leggere, dato che nell'ultimo mese mi sono trascinata stancamente un romanzo, (per la cronaca, Caterina la prima moglie di Philippa Gregory). Lavorare al blog (ho una serie di novità che mi frullano per la testa) e aggiornare il canale youtube, avventura appena intrapresa e che non vedo l'ora di continuare. E poi c'è lei, una storia che sta prendendo forma pagina dopo pagina, ricordandomi come scrivere mi faccia sentire più viva che mai
Un effetto collaterale dell'avere tempo in abbondanza (per un limitato periodo di tempo) è che si cerca di infilarci di tutto di più, manco fosse la calza della Befana. Poi, si sa, bisogna anche saper mollare tutto, perché non c'è nulla di più gratificante di fare cose normalmente impensabili il lunedì pomeriggio, come andarsene a zonzo in libreria con la propria metà, fare acquisti e concludere il pomeriggio davanti a un aperitivo.
Un acquisto per Lui, un regalo per me ^_^
A prestissimo, dunque, e se ultimamente ho trascurato i vostri blog sappiate che mi farò perdonare quanto prima  
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