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Anniversario a Londra

Austen

Austen
Lost in Austen

Shirley

Shirley
Shirley di Charlotte Brontë

Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery

Se non l'avete ancora fatto, leggete Anna dai capelli rossi. Ve lo dico subito, a inizio post, così se anche doveste fermarvi qui sarò riuscita nel mio intento, ovvero divulgare la bellezza di questo romanzo. Non che abbia bisogno del mio aiuto, ma dato che io stessa l'ho letto in età "avanzata" e ho corso il rischio di perdermelo, faccio del bene al mio prossimo evitando che commetta lo stesso errore ;)
Vi consiglio l'edizione del Battello a Vapore! Oltre a illustrazioni molto
carine, ci sono delle deliziose note a fianco del testo (in questa nella
foto c'è la ricetta per i donuts, le ciambelle fritte ♥)
Parto dal presupposto che tutti conosciate la trama, perché do per scontato abbiate visto l'anime, da piccoli, qualunque sia la vostra età, essendo stato trasmesso per ben trent'anni. In caso contrario... fate ammenda, subito! A me basta sentire i primi versi della sigla per fare un viaggio indietro nel tempo... "Anna dai capelli rossi va'... vola e va' come una rondineeee"... sospiro! Ma non è del cartone che voglio parlarvi, bensì del capolavoro da cui è tratto. Purtroppo in Italia la canadese Lucy Maud Montgomery non è conosciuta quanto l'autrice di un altro classico della letteratura per ragazzi, Louise May Alcott, nonostante la sua Anna non sia da meno delle Piccole donne, anzi. E' impossibile non volerle bene fin dal primo istante, e questo è l'effetto che fa a tutti quelli che incontra lungo il suo cammino. Nulla a che vedere con Pollyanna, sia chiaro: io l'ho sempre trovata irritante, tutta sorrisi, ottimismo e bontà. Anche Heidi di tanto in tanto mi faceva prudere le mani dalla voglia di darle un ceffone. No, Anna è speciale in modo diverso. Mi ha fatto pensare a Stargirl di Jerry Spinelli: come lei sembra essere fatta della stessa materia delle stelle. E' uno di quei personaggi che vorrei fossero reali per poter godere della loro compagnia e crogiolarmi alla loro luce. 
Non è meraviglioso pensare a tutte le cose che ci sono da svelare qui? Mi fa sentire così felice di essere viva... Il mondo è così interessante... Non sarebbe interessante nemmeno la metà di quello che è se sapessimo già tutto, no? Perché in quel caso l'immaginazione sarebbe inutile.
E' questo a rendere Anna una creatura fuori dall'ordinario: una fantasia sconfinata, che anziché tenere per se stessa sente il bisogno di condividere con chi la circonda. Lei osserva la realtà e la ridipinge a modo suo con irresistibili effetti tragicomici.
Ora che so cosa vuol dire avere un'amica vera, sono sicura che le mie amiche immaginarie non mi basterebbero più. Con Diana ci siamo dette addio in un modo così commovente, giù alla Bolla. Sarà per sempre uno dei miei ricordi più preziosi. Ho usato un linguaggio toccante e romantico. Diana mi ha regalato una ciocca dei suoi capelli. Ho intenzione di chiuderla in un sacchettino di tela cucito con le mie mani, che porterò appeso al collo per tutta la vita. Stai attenta che venga seppellito con me, per favore, perché dubito che vivrò ancora a lungo. Forse quando mi vedrà immobile nella rigidità della morte alla signora Barry rimorderà la coscienza per ciò che ha fatto e darà a Diana il permesso di venire al mio funerale.
Il consueto prezzo da pagare per l'ingresso nell'età adulta è la perdita dell'innocenza, intesa anche come capacità di gioire per il solo fatto di essere vivi in un mondo in cui si aprono infinite possibilità. A lei, però, non accade, e dimostra che si può maturare senza perdere la propria essenza, diventare grandi rimanendo fedeli al bambino che si è stati. 
Io non sono cambiata... neanche un po'. Sono solo stata potata bene e ho prodotto rami nuovi. La vera me, quella qui dentro, è sempre la stessa. Non farà la minima differenza dove andrò o quanto cambierò nell'aspetto esteriore. In fondo al cuore resterò la tua piccola Anna, che vorrà bene a te, a Matthew e alla cara Green Gables sempre di più e sempre meglio ogni giorno della sua vita.
Ecco perché non smetterò mai di consigliarlo, non solo ai bambini, ma soprattutto a chi anagraficamente non lo è più. Non stupitevi se, grazie a lei, vi ritroverete a passeggiare nella natura godendo della sua bellezza, e a fantasticare a occhi aperti per il solo gusto di farlo. Se state passando un momento difficile in cui le vostre certezze sono crollate, farete tesoro delle sue parole.
Quando ho lasciato la Queen's, il futuro che avevo davanti a me sembrava una strada dritta e già tracciata. Avevo la sensazione di poter vedere ciò che mi aspettava per miglia e miglia. Invece adesso c'è una curva nel cammino. Non so cosa troverò dietro la svolta, ma sento che sarà il meglio. E c'è un fascino speciale in quella curva, Marilla. Chissà come proseguirà il mio cammino quando sarò passata oltre? per me ci saranno meravigliosi prati verdi e un gradevole alternarsi di luci e ombre, o magari nuovi panorami... nuove bellezze... e quali altre svolte, alture e vallate incontrerò da qui in poi?
Per chi non lo sapesse (anch'io fino a poco tempo fa lo ignoravo) questo è solo il primo di sette romanzi di una serie che abbraccia tutta la vita di Anna, e nel 2008 in occasione del centenario dalla prima pubblicazione, con il consenso degli eredi della Montgomery, è uscito un prequel, Sorridi, piccola Anna dai capelli rossi, scritto dalla conterranea Budge Wilson. (fonte Wikipedia)
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Scatti in libreria #1

Nel corso delle mie esplorazioni in libreria sono solita fotografare i titoli che mi incuriosiscono, metodo molto più rapido del classico prendere appunti. Il risultato è una sorta di wishlist visiva, così mi è venuta la balzana idea di dare il via a una rubrica (di cui probabilmente nessuno tranne me sentiva la mancanza) in cui raccogliere questi po' po' di capolavori artistici (con tanto di piedi e braccia della sottoscritta che fanno capolino qua e là). Per la cronaca, dato che a febbraio ho acquistato libri come se non ci fosse un domani, sono tornata a casa a mani vuote, confortata dal pensiero che a marzo mancano pochi giorni U_U
Appassionata, volitiva e indomita, Sybylla Melvyn è una delle eroine più affascinanti della letteratura australiana. Piena di talento, dalla mente vivace e curiosa, la sedicenne Sybylla si sente in trappola nella fattoria dei genitori nell’entroterra australiano. Pur amando la vita nel bush, detesta la durezza e le fatiche fisiche che questa comporta. Il suo desiderio è poter coltivare i suoi talenti e il suo amore per la scrittura e i libri, il pensiero, la musica, ma soprattutto aspira a una vita dagli orizzonti aperti, ricca delle promesse di un grande futuro. La sua voglia di indipendenza si scontra con la mentalità misogina della società intorno a lei, che vede per una ragazza due sole opportunità: sposarsi o insegnare. Improvvisamente però tutto cambia e la ragazza viene mandata a vivere nella proprietà di sua nonna, dove viene corteggiata dal ricco e affascinante proprietario terriero Harry Beecham che le propone di sposarlo. Sybylla, pur attratta dall’uomo, si troverà a dover scegliere tra una vita convenzionale e i suoi piani per una "brillante carriera”. (Grado di desiderio ♥♥♥♥♥/5)

"Ogni settimana suonerò un pezzo di Claude Debussy. Sarà il mio modo di decorare la sua memoria, di riviverlo. Ripercorrerò la sua vita passo dopo passo, nota dopo nota". È la primavera del 1918, Claude Debussy muore a Parigi. Claude-Emma, l'unica e amatissima figlia del compositore (cui dedicò i sei brani del Children's Corner), decide di ripercorrere la sua storia attraverso la musica. Ha solo tredici anni. Morirà l'anno dopo di difterite. Damien Luce ricostruisce un diario immaginario di "Chouchou" - come era chiamata affettuosamente dal padre - attraverso cui rivivono le musiche, la vita, le storie personali e quelle di famiglia del musicista, il suo rapporto speciale con la figlia, il clima di paura e disperazione nella capitale francese ai tempi della guerra. Chouchou ricorda di quando era più piccola, quando passava il tempo sotto il pianoforte ad ascoltare il padre, in quella che era la sua "capanna" personale. Nel filo dei pensieri, filtrati da uno sguardo di tenerezza, le ombre della disgregazione si trasformano in luci di gioia in questo poetico e delicato omaggio all'amore celato dietro l'arte musicale del grande compositore. (Questo lo corteggio da un po'! Grado di desiderio ♥♥♥♥/5)

John Elliott è il parroco della chiesa inglese di San Giuseppe d’Arimatea, un edificio fatiscente con una congregazione di appena sedici fedeli. La scelta di John è stata guidata dalla volontà di seguire le orme del padre e dalla necessità di trovare un’occupazione, più che da un fervente spirito religioso, e negli ultimi anni è stata messa alla prova da una lunga catena di insuccessi. Tuttavia, spinto dal proprio senso di responsabilità, continua insieme alla moglie a provare a risvegliare l’interesse della comunità nei confronti della sua chiesa, organizzando cene di raccolta fondi ed eventi di beneficenza… Fino al giorno in cui Theo (il piccolo protagonista di Una luce nella foresta), cadendo con le mani su un cumulo di neve, lascia due impronte di sangue. Le ferite che mostra, circolari e perfettamente al centro dei palmi, si rimarginano ancor prima che il parroco abbia modo di chiamare aiuto. In seguito si viene a scoprire che il bambino mostra simili segni anche sui piedi e sul torace, segni che fanno pensare a chiodi e croci in legno e che da qualche tempo appaiono per svanire misteriosamente subito dopo. Di cosa si tratta? Qualcuno commette violenze sul ragazzo o la congregazione, e con essa il reverendo John Elliott, dovrebbe gridare al miracolo? E perché il precedente parroco è finito in un ospedale psichiatrico? In questa sua opera lo scrittore inglese ci regala ancora una volta la sua irresistibile ironia, al servizio di una storia macabra, velata di fede e di mistero. (M'ispira, ma forse è un po' troppo dark per i miei gusti attuali. Magari lo prenderò più avanti. Grado di desiderio ♥♥/5)
Imogen Soames-Andersson e Ashley Walsingham si sono conosciuti a Londra nel 1916. Il loro tempo insieme è durato un battito d'ali, travolto dalla guerra e dalle convenzioni di un mondo al crepuscolo. I frammenti di questo amore, che ha resistito al distacco, sono sparsi ovunque, nascosti fra l'Inghilterra e le pendici dell'Himalaya, Parigi, Berlino e la Svezia. Molti anni dopo uno studente americano li cerca per trovare il filo che lo lega a Imogen e Ashley, e all'immenso patrimonio custodito da uno studio legale in attesa che qualcuno dimostri di esserne il legittimo erede. Per riuscirci ha soltanto due mesi. (Questo romanzo contiene la parolina magica: Londra ;) scherzo! In realtà non sono del tutto convinta, la trama non mi sembra originalissima, ma ha qualcosa che mi intriga. La copertina è bellina. Grado di desiderio ♥♥♥/5)
Agata De Gotici vive in un enorme e spettrale palazzo con suo papà e una schiera di personaggi bizzarri e misteriosi. Una sera, l'incontro con il topolino fantasma Ismaele scatena una serie di imprevedibili eventi. E fra indagini, inseguimenti e piani segreti, Agata, insieme ai nuovi amici del Club della Soffitta, dovrà sventare un pericoloso intrigo. (Lo voglio! Lo voglio! Lo voglio! Da quando l'ho visto nel negozio della British Library, appena uscita dalla mostra Terror and Wonder, per l'esattezza. E' appena stato tradotto, cosa che non mi sarei mai aspettata. Le illustrazioni sono mozzafiato e valgono da sole l'acquisto, credetemi. Non m'interessa sia per bambini, mai avuto pregiudizi a riguardo, anzi... Insomma, se non si è capito, lo voglio. Grado di desiderio ♥♥♥♥♥/5)
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Blogger League #2

Eccoci a un nuovo appuntamento con la Blogger League, bellissima iniziativa ideata da Whisper la voce del tempo. Partecipare è semplicissimo, se volete saperne di più vi invito a cliccare quaggiù.

--->  sì, proprio qui ;) 
Il blog della settimana è:

Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?  
Nella vita di tutti i giorni sono una ragazza di ventitré anni, laureata, alla ricerca di un lavoro. Sono una figlia che fa di tutto per far sì che i suoi genitori siano fieri di lei e una ragazza che ama profondamente il suo fidanzato. Sono una giovane a cui piace uscire con le amiche, divertirsi e ridere tanto.

Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti? 
Io ho sempre voluto avere uno spazio tutto mio in cui parlare di quello che volevo e di quello che più mi piaceva. Purtroppo non mi sono mai trovata a mio agio con i diari segreti, forse perché alla fine avevo sempre tanto da dire che non trovavo le parole giuste per farlo. Un giorno poi ho aperto un blog letterario e.. è durato qualche mese. Non mi sentivo pronta, ma poi ho mandato al diavolo tutti i miei dubbi e ho aperto "Who is Charlie?". Avevo paura, temevo di non essere in grado di gestirlo, di non piacere alle persone, ma in fondo dovevo scrivere quello che volevo no? Parlare della mia più grande passione, i libri e dopotutto ognuno di noi ha opinioni diverse no? Il blog non era per gli altri, ma per me. E poi sono arrivate Giav ed Effy e le ringrazierò sempre per quello che fanno per il blog e per me. Nel blog trattiamo di vari generi letterari, cerchiamo di variare il più possibile e questo avviene grazie al fatto che tutte e tre apprezziamo il fantasy, ma allo stesso tempo leggiamo cose diverse e anche altri generi letterari. Mi azzarderei a dire che parliamo un po' di tutto. Cerchiamo di tenerci al passo con le uscite e le recensioni, con i film, ma purtroppo ognuno di noi ha una vita privata che porta via il tempo al resto e ci dispiace molto.

Perché le persone dovrebbero diventare tuoi lettori fissi? 
Nessuno deve sentirsi in dovere di diventare un nostro lettore fisso, ma a noi farebbe piacere, così può rimanere al passo con i post . La cosa che io più amo dei lettori è che hanno voglia di confrontarsi, consigliarsi e noi siamo qui anche per questo, sia per consigliare che essere consigliate.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?  
Relativamente al blog ammetto di avere vari sogni e spero di riuscire a realizzarli tutti un giorno, ma come ho detto prima purtroppo una giornata è composta da sole 24 ore e le cose da fare sono tante. Vorrei intervistare molti autori, stranieri e non, famosi e meno famosi; leggere tantissimi libri per potermi confrontare con i lettori e creare iniziative che vi coinvolgano.

Vuoi fare un augurio speciale agli altri membri della League? 
Spero che questa League vi abbia fatto conoscere nuovi blog e nuovi blogger e che il fatto di fare un post alla settimana dedicato a qualcun altro non vi crei disagio o vi faccia dire "Uffa, che palle!", anzi, vi sproni a conoscerne sempre di nuovi, a migliorarvi e magari a ideare iniziative comunitarie.
Un bacio a tutti.
Peace'n'love'n'rock'n'roll.
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Alla scoperta di Shakespeare

Lo scorso dicembre sono stata qualche giorno a Londra, ma non aspettatevi un post logorroico su quanto sia magnifica questa città e sul mio bisogno di scapparci ogni volta che posso... se avete cominciato a conoscermi un pochino, sapete che è sottinteso ;) A tutti quelli che mi prendono per fissata (ci sono tante altre città e bla bla bla) d'ora in poi risponderò in modo molto conciso con il titolo di un libro che riassume alla perfezione (e molto più cortesemente di quanto sarei capace di fare) come sia impossibile stancarsi di lei:

Amazon
Per la cronaca: non l'ho acquistato, ma sarà mio prima dell'estate, quando, indovinate un po'... tornerò a Londra! Chi l'avrebbe mai detto! Le cose da fare in questa città sono infinite come gli stimoli intellettuali che offre, e se mai arriverà il giorno in cui avrò visto tutto quello che c'è da vedere (?) ebbene... ricomincerò da capo, semplice! Ma veniamo a LUI, il protagonista di questo post, nonché della mia ultima visita: William Shakespeare, anche conosciuto come Il Bardo, per gli amici semplicemente WillLo amo, lo amo così tanto che quando soffrivo di insonnia imparavo i suoi sonetti a memoria, e avrà sempre un posto d'onore nel mio cuore dato che grazie a lui mi sono innamorata della letteratura inglese. Avevo quindici anni, e la prof ci diede da leggere Romeo and Juliet (tra l'altro era appena uscito il film di Baz Luhrman, sì, quello con Di Caprio... e sì, sono vecchia). Ok, la smetto di fangirlare, ma era necessario per darvi un'idea di quello che ho provato visitando Il Globe, il suo teatro.

The Globe, esterno

The Globe, interno
Lo consiglio a tutti, amanti e non del Bardo, perché il suo fascino non può essere spiegato a parole. D'accordo, non è l'originale, che purtroppo fu distrutto in un incendio nel 1613, ma grazie a quel santo di Sam Wanamaker, il regista statunitense a cui si deve la sua fedele ricostruzione (conclusa nel 1997) è possibile immergersi nell'atmosfera di un teatro elisabettiano e percepire ciò che rappresentava per la gente dell'epoca. La visita guidata costa £13.50 e dura mezz'ora: è l'unico modo per entrare e vi assicuro che vale ogni pound. Attenzione: scaricate i voucher da http://www.daysoutguide.co.uk/: basta un biglietto del treno (per esempio lo Stansted Express, che collega l'aeroporto alla città) per avere il due per uno!

Il mio Shakespeare Day è continuato con una visita alla British Library, dove ho pianto davanti al First Folio (la prima pubblicazione delle sue opere avvenuta nel 1623).
T_T
Dulcis in fundo, la stessa sera il mio Fidanzato mi ha portata a vedere lo spettacolo Shakespeare in Love che si tiene al Noel Coward's, e se non l'avesse già ottenuto, si sarebbe guadagnato per questo il mio amore eterno. La sceneggiatura è adattata dal film del 1998, (che è valso l'Oscar come miglior attrice a Gwyneth Paltrow) ed è pressoché identica, tanto che ho riconosciuto molte battute (non che io conosca il film a memoria, ah ah ah... certo che no. Ehm). Meriterebbe un post solo questo, tuttavia per il vostro bene mi sforzerò di essere breve. Come recita il commento sulla locandina, è una gioiosa celebrazione del teatro in generale, ed elisabettiano in particolare: all'epoca di Will, era una forma d'arte rivolta a tutti, aristocratici e poveri, seduti nelle gallerie o in piedi in platea non aveva importanza. Era la loro forma di intrattenimento "di massa". E l'ho capito sulla mia pelle dopo aver assistito a questo show. Non vado a teatro spesso, purtroppo, ma è stato di gran lunga lo spettacolo più emozionante a cui abbia mai assistito. Seduta in platea, dopo una giornata trascorsa a rincorrere Will, ho percepito tutta la passione e l'energia che racchiude in sé la performance teatrale, e ho intuito cosa sia davvero l'immortalità.
Se state programmando un viaggio a Londra tenete d'occhio il sito, ci sono sempre molti posti in offerta!
p.s. Avevo pubblicato questo post nel mio vecchio blog appena tornata dal viaggio, ma dato che l'ho chiuso ho deciso di riproporlo qui, mi dispiaceva andasse perduto.
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Dieci problemi da lettore (Top Ten Tuesday #1)

Ecco una di quelle rubriche che adoro ma che sono sempre troppo pigra per proporre sul mio blog! (Fatemi un applauso di incoraggiamento, grazie XD.) Prima di cominciare ricordo che la Top Ten Tuesday è un'idea di The Broke and The Bookish, e che l'argomento della settimana è Ten Book Related Problems, da me liberamente tradotto come Dieci problemi da lettore. Preparatevi i popcorn e non chiamate l'ambulanza, ok? Tanto lo so che siamo sulla stessa barca.

1) L'accumulo. Ovvero: leggere un libro e comprarne tre. Ho finito con l'eliminare su Anobii lo scaffale dei non iniziati perché il loro numero aveva iniziato a spaventarmi. Ci sono periodi in cui riesco a darmi una regolata, tuttavia non durano a lungo e sono controproducenti (=leggere un libro e comprarne cinque). 

2) Ovviamente, lo spazio. Temo che un giorno mi ritroverò a vivere in un appartamento tappezzato di billy con un lettino in un angolo. Anche se pure il letto potrebbe essere reso funzionale, ora che ci penso.
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Blogger League #1

Vi presento con sommo piacere Blogger League, una bellissima iniziativa ideata da Jo di Whisper: la voce del tempo, che attraverso la collaborazione tra blogger permette di far conoscere i nostri angolini virtuali. Partecipare è molto semplice, se volete saperne di più cliccate qui sotto.
clicca qui
La protagonista di questa settimana è Morgana di Over the hills and far away, delizioso blog dedicato ai libri (e non solo)Correte a visitarlo... ma prima leggete l'intervista

Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni? 


Nella vita di tutti i giorni.. beh, innanzitutto mi chiamo Jenny e il mio nickname indica più che altro la somiglianza fisica e caratteriale con la Morgana de Le Nebbie di Avalon.. ma è una storia lunga, lasciamo perdere perché vi annoiereste a sentirla. Ho una libreria (ok, è una cartolibreria, ma l'angolo dedicato ai libri è bello ampio *_*) che gestisco, con mio padre, da giugno dello scorso anno; sono perito chimico e ho studiato chimica all'università. Direi che, per dirla poeticamente, in me albergano due anime.. la bibliotecaria e la scienziata. Ad ogni modo, nonostante sia poco propensa nel dimostrare i miei sentimenti, sono una ragazza come molte altre che ama leggere, guardare film e serie tv, e scrivere.. giusto per rilassarmi mi diverto anche a cucinare o a creare con fimo, perline, cotone e.. chi più ne ha più ne metta. Non saprei che altro dirvi, sono più ferrata nelle domande dirette.

Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti? 


Il tutto è nato dal volermi mettere alla prova, vincere in qualche modo la mia timidezza, fondendo due mie passioni: l'amore per i libri e la scrittura. Ne è nato così un blog in cui scrivere la mia opinione e confrontarmi con altri lettori come me. Il tema portante del mio angolino virtuale è la letteratura e tutto ciò che deriva da essa come serie tv, film, teatro, rubriche, anteprime, recensioni e giveaway; ma non è il solo argomento che vi si può trovare. Infatti, il mese scorso ha dato il via anche a post dedicati alle recensioni di tutti quei film - e serie tv - che esulano dal panorama letterario ma che affrontano, talvolta, anche temi attuali.

Perché le persone dovrebbero diventare tuoi lettori fissi? 


Questa è una bella domanda sapete? Non ho esattamente un'altissima autostima e per questo tendo a vedere quello che faccio, e in questo caso ciò che scrivo, come qualcosa che non ha nulla di speciale. Forse perché mi sento semplicemente un'appassionata di libri, che ama scrivere e condividere, come molti, e riconosco per prima che questo angolo non è di quelli da lasciare a bocca aperta.. eppure penso che, nel bene o nel male, i miei post possano dare qualcosina alle persone che passano da qui e con cui condivido un interesse in comune senza mettere filtri - se non in caso di spoiler - a ciò che penso. Quindi, come dice Ten qui sopra, se volete seguirmi sarò ben lieta di avere compagnia.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto? 


Come molte persone prima di me ho visto infrangersi qualche sogno lungo la strada e tra questi quello di entrare nei R.I.S. dei Carabinieri. Nonostante tutto, ne ho ancora molti. Probabilmente è tardi per vedermi recapitare la lettera d'ammissione ad Hogwarts, farmi smistare a Corvonero, o scegliere la fazione degli Intrepidi (se c'è entrato Quattro con la sua paura dell'altezza, ce la potrei fare anch'io).. chissà magari sono ancora in tempo per ricevere la visita di Gandalf che, augurandomi il "Buongiorno", mi propone un'avventura. Sarebbe bello no? Scherzi a parte, mi piacerebbe moltissimo visitare l'Irlanda, le Highlands - facendo una piccola capatina in qualche isoletta delle Ebridi Esterne - e scrivere un romanzo (in questo non sono puoi così diversa dagli altri amanti di libri ^.*).

Vuoi fare un augurio speciale agli altri membri della League?

 

Certo che sì! Anzi farò di più: una bella danza portafortuna in stile The Proposal XD Torno seria.. insomma, alla mia veneranda età ancora mi perdo così (e continuerò si!). Il mio augurio per i membri della Blogger League è quello di realizzare i loro sogni nel cassetto e di non lasciarsi abbattere dai momenti di difficoltà perché un buon libro, una chiacchierata con persone che condividono i tuoi interessi o semplicemente lo scrivere due righe - su un blog, un diario o un semplice tovagliolino di carta -, riesce ad alleggerirti del peso che grava sulle tue spalle.
Un grosso abbraccio e grazie per l'opportunità!
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I fratelli Lamb di Peter Ackroid

"La Londra inquieta e vitale della fine del XVIII secolo nelle pagine di uno dei maestri del romanzo storico" (Sunday Times)
In una parola: mio. Sarebbe bastata anche solo la prima metà della frase. O anche le prime due parole XD Ritorno seria, promesso, e vi parlo della mia sesta lettura del 2015, la prima purtroppo a non avermi convinta, nonostante sulla carta fosse perfetta.
Avevo già incrociato i fratelli Charles e Mary Lamb all'università e avevo letto alcuni dei loro Tales from Shakespeare (1808), una raccolta di racconti per bambini tratti dalle opere del bardo. Molto legati l'uno all'altra, soffrivano entrambi di disturbi mentali, seppur di diversa gravità: era Mary, tra i due, ad essere la più instabile, e in un momento di follia arrivò a uccidere la madre. Charles riuscì a evitare venisse internata per il resto della sua vita e la prese sotto la propria custodia. Si potrebbe pensare che questo sia un romanzo biografico, ma l'autore, Peter Ackroid, chiarisce subito che non è così, affermando di essersi concesso molte licenze narrative per quanto riguarda i personaggi e le vicende della famiglia Lamb. Il titolo originale, inoltre, è Lambs of London, gli agnelli di Londra, e nasconde a mio parere un doppio senso riferendosi non solo ai due fratelli, ma anche al terzo e forse vero protagonista, William Ireland. I tre giovani sono, seppur per ragioni diverse, delle vittime del contesto sociale, culturale e familiare in cui vivono. 
Anche William è realmente esistito, e la sua vicenda è davvero incredibile: figlio di un libraio antiquario, alla fine del '700, all'età di diciassette anni, scrisse di suo pugno alcuni falsi (tra cui anche una tragedia) e per un po' riuscì a convincere gran parte del pubblico londinese di aver trovato degli inediti di Shakespeare. Insomma, fu un dannatissimo genio XD
Peter Ackroid incrocia le vicende dei Lamb con quella del giovane Ireland; Charles, tuttavia, rimane un personaggio secondario, ed è Mary ad avere un ruolo significativo. Profondamente frustrata e oppressa dalla sua esistenza confinata tra le mura domestiche in un ambiente soffocante, le sue uniche fonti di piacere sono la letteratura e le conversazioni con il fratello. L'amicizia che instaura con William è per lei una boccata d'ossigeno, e un po' alla volta finisce con l'idealizzare il ragazzo e a invaghirsene. Come ho anticipato, è lui il perno dell'intero romanzo. Grazie alla quarta di copertina (parliamone: perché cavolo nove volte su dieci svela i colpi di scena?) ero a conoscenza della verità, ma ho apprezzato come l'autore abbia retto il suo gioco fino alla fine, nonostante instilli dei ragionevoli dubbi nella mente del lettore (o meglio, di chi non ha letto la quarta di copertina). Se Ireland inizialmente sembra spinto dal desiderio di compiacere il padre, un po' alla volta trapelano le sue velleità letterarie e il desiderio di fare della sua vita qualcosa di più di ciò a cui sembra destinata: si tratta dello stesso bisogno prepotente avvertito anche dai fratelli Lamb.
Dunque, mi chiederete, cosa non ti ha convinto esattamente? Il punto è che mi ha lasciato la sensazione di qualcosa che avrebbe potuto essere superlativo, e che invece è andato sprecato. Gli elementi per costruire una storia appassionante c'erano tutti, ma sono rimasti solo abbozzati. L'introspezione psicologica è debole: la scelta di lasciare alcune zone in ombra crea senz'altro suspense e lascia spazio all'interpretazione, ma il risultato non è quello sperato dato che i personaggi risultano più annacquati che misteriosi. E' la prima volta che mi capita di dirlo in quanto di solito affermo il contrario: a questo romanzo avrebbe giovato almeno un centinaio di pagine in più. La conclusione è troppo affrettata, quasi riassuntiva, e non viene rivelato nulla di significativo per comprendere le azioni e i sentimenti dei protagonisti. Non condivido inoltre la scelta di cambiare eventi documentati: perché mutare le circostanze della morte di Mary? Un conto è inventare per sopperire al non detto o al non conosciuto, un altro stravolgere fatti di cui si ha notizia certa.
Non me la sento di sconsigliarlo, purtroppo però l'ho trovato un romanzo senza infamia e senza lode. Piacevole senz'altro per chi come me ama il periodo storico rappresentato, ma di certo non imperdibile. E' un gran peccato.
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Reading Jane #2 (Persuasione)

source
Avendo la giornata libera, sarei potuta rimanere a letto a oltranza, come piace a me. E invece no, la sveglia del fidanzato ha destato anche la sottoscritta e una volta acceso, il mio cervello, si rivela assai difficile da zittire. Oggi, poi, si è fatto strada questo pensiero insistente: gli ultimi capitoli di Persuasione, sul comodino. E così mi sono concessa un atto di piacere decadente... fare colazione e tornare sotto le coperte, a leggere. Chiamatemi viziosa, me lo merito. Fresca fresca di un post di riflessioni su come scrivere una buona recensione, mi ritrovo così a parlare di un genio della letteratura. Mi sembra giusto... tuttavia non ho alcuna intenzione di farmi schiacciare dal peso del classico e ne chiacchiererò con la solita leggerezza. Le parole brillanti le lascio a Virginia Woolf, che aveva colto in modo incantevole l'essenza di Jane Austen:
"Una di quelle fate che si affacciano sulle culle deve averla accompagnata, appena nata, in un volo attorno al mondo. Depositata di nuovo nella culla, non solo la bambina sapeva com'era fatto il mondo, ma aveva già scelto il suo regno."
*v. nota
Di questo regno è la padrona assoluta: chi non lo capisce lo considera un limite o addirittura, povera me, un difetto, quando invece è parte della sua grandezza. Ritrovarlo, in Persuasione, è stata una gioia immensa. Partendo dal dramma personale di Anne Elliott, l'essersi fatta persuadere, in gioventù, a rinunciare al grande amore in quanto non sarebbe stato un matrimonio conveniente, Jane Austen ci fa dono della sua consueta arguzia nella caratterizzazione dei personaggi e di quelle dinamiche sociali che ben conosce. In questo romanzo, tuttavia, c'è una malinconia di fondo che lo separa dagli altri. Forse, nel notarlo, sono stata condizionata dalla consapevolezza sia il suo ultimo lavoro compiuto. E dall'idea che si trovasse in quel momento dell'esistenza in cui ci si volta e si osserva il tutto da un'altra prospettiva. E' sciocco e pericoloso, lo so, voler trovare similitudini con la vita dell'autore, ma non posso far a meno di chiedermi se la seconda opportunità che ha donato ad Anne sia quella che avrebbe desiderato per se stessa... tutta colpa del film Miss Austen Regrets? Ancora una volta ricorro a Virginia, che mi ha aiutata a cogliere più distintamente qualcosa che avevo intuito ma non afferrato:
"Il suo stesso atteggiamento verso la vita è mutato. La vede, per la maggior parte del libro, attraverso gli occhi di una donna che, infelice, mostra una sensibilità particolare per la felicità e l'infelicità altrui che, fino alla fine, è costretta a osservare in silenzio. Dunque, si esaminano meno gli eventi e di più i sentimenti rispetto al solito."
*v. nota
Secondo la Woolf, Persuasione rivela una Jane quasi annoiata di fronte alla scena che ritrae, come se si trovasse in una fase di transizione, e prova a immaginare come sarebbe potuta cambiare la sua penna. Io, però, mi accontento di crogiolarmi nella bellezza di questo romanzo. Se Orgoglio e pregiudizio rimane ancora sul trono, questo nel mio cuore gli è secondo, se non pari merito. L'ho amato infinitamente più di Ragione e sentimento, i cui sviluppi amorosi non mi hanno convinta del tutto. Persuasione è asciutto, privo di fronzoli. Si sa da subito che Anne non ha mai smesso di amare il capitano Wentworth, e ben presto è chiaro che per lui è lo stesso. Non ci sono più gli ostacoli sociali della gioventù, l'unico freno è dato dal risentimento di un innamorato respinto.

Ho voluto bene ad Anne fin dall'inizio. Forse è fin troppo perfetta rispetto alle sue "sorelle letterarie". Non è accecata dal pregiudizio, da un eccesso di sentimento, immaginazione o quant'altro, ma è anche vero che il suo equilibrio è quello di una donna ormai matura, ottenuto con l'esperienza. Quell'errore che può essere fatale per la sua felicità l'ha commesso otto anni e mezzo prima dell'inizio degli eventi narrati... ed è quell'errore a renderla così vera. All'età di ventotto anni era già considerata sfiorita e data per zitella... e quando, infine, ottiene la sua fetta di torta con un bell'aggiunta di panna montata, confesso che mi è pure scesa una lacrimuccia, nonostante l'happy ending fosse scontato. Ah, la lettera che le scrive il capitano Wentworth! Che struggimento *_* Vi lascio un piccolo frammento, così possiamo struggerci assieme XD
"Mi straziate l'animo. Sono per metà in agonia e per metà pieno di speranza. Ditemi che non giungo troppo tardi, che sentimenti così preziosi non sono spariti per sempre. Mi offro di nuovo a voi con un cuore ancor più vostro di quando l'avete quasi spezzato, otto anni e mezzo fa. Non osate dire che un uomo dimentica più presto di una donna, che il suo amore ha una fine più prematura. Ho amato soltanto voi."
*Il saggio da cui è tratta le citazione è apparso per la prima volta in The Uncommon Reader, e funge da introduzione nell'edizione BUR Classici Moderni; la traduzione è di Mariarosa Bricchi.
8

Consigli di comune buonsenso per una buona recensione

Premessa: non aspettatevi risposte illuminanti, si tratta solo di umili riflessioni che mi frullano per la testa da un po' e che ho deciso di mettere per iscritto qui. Il mio punto di vista ovviamente rispecchia sia quello di blogger, sia quello di lettrice di blog... detta in altre parole cerco di applicare la regola di non scrivere mai un post che non vorrei leggere, anche se sono sempre molto critica con me stessa e non mi soddisfano mai T_T


Come dovrebbe essere una buona recensione? 

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Northanger Abbey di Val McDermid

No, non sono impazzita e no, non avete le traveggole: Northanger Abbey (inedito in Italia) è un romanzo scritto da Val McDermid, autrice scozzese nota per i suoi polizieschi. Se adesso pensate che il rimando a quell'abbazia sia casuale, sappiate che siete nuovamente fuori strada. A dire il vero non è nemmeno un semplice riferimento a Jane Austen, bensì la sua versione moderna. Questo romanzo infatti fa parte di The Austen Project, che prevede la riscrittura delle sue opere con un'ambientazione contemporanea: oltre a N.A. sono già stati pubblicati Sense and Sensibility di Joanna Trollope ed Emma di Alexander McCAll Smith. L'intento alla base del progetto è di avvicinare i giovani lettori a dei romanzi classici, rendendoli più allettanti in quanto presentati in chiave moderna. Mmm, vi dico subito che l'idea mi fa storcere il naso di 45 gradi, ma quando l'ho acquistato in vacanza a Londra non ero a conoscenza del retroscena e l'ho giudicato un semplice divertissement dedicato a chi avesse amato l'originale. La copertina ha fatto il resto, insieme al commento di J.K. Rowling: "Witty and shrewd, full of romance and skulduggery - I loved it." Le parole della Regina per me sono sacre e non ho esitato a farlo mio, da brava suddita. Volete sapere se mi è piaciuto? Mi spiace, ma se ve lo rivelo adesso rovino la suspense ;)



I punti salienti della trama sono fedeli all'originale nonostante le modifiche necessarie per renderli attuali: la protagonista, Cat Morland, non si reca a Bath, meta di moda all'epoca di Jane Austen, bensì al festival di Edimburgo, che nel mese di agosto diventa un centro di fermento culturale nonché di esibizionismo sociale. Ritroviamo gli Allen (con una Susie scatenata e maniaca dello shopping) i Thorpe (Bella e John odiosi come li ricordavamo) e naturalmente i Tilney. Cat non esita a innamorarsi di Henry e diventare amica di sua sorella, Ellie, e quando i due la invitano a trascorrere una vacanza nella loro affascinante dimora accetta al colmo della gioia. Se l'eroina austeniana era una lettrice accanita di romanzi gotici, la sua versione del XXI secolo non è da meno, con la differenza che ai vecchi cliché se ne sono aggiunti di nuovi, e che predilige l'urban fantasy e i vampiri post Twilight da perfetta figlia dei nostri tempi. 

Il motore del romanzo rimane naturalmente la fervida immaginazione di Cat, ingenua e inesperta, la quale perde di vista il confine che separa la realtà dalla finzione, e finisce con il travisare persone e situazioni rischiando di perdere la propria occasione di essere felice. Non nascondo di essermici riconosciuta un pochino: suvvia, siate sinceri e ammettete che è lo stesso per voi. Credo sia normale che la visione della realtà sia un minimo influenzata dalle proprie letture, anche se da questo al credere all'esistenza dei vampiri c'è una bella differenza, siamo d'accordo XD. Jane Austen con Northanger Abbey si era presa gioco con la sua consueta arguzia di un genere in voga, ma soprattutto aveva messo in luce il rischio che si corre nel vivere la propria vita sentendosi un'eroina romanzesca. La McDdermid conclude la sua versione del celebre romanzo proprio ribadendo questo concetto, attuale oggi come allora.

Lo so, non vi ho ancora detto chiaramente cosa ne penso, ed è probabile che a questo punto mi sarò giocata un buon 80% dei lettori. A voi che siete rimasti... grazie per la tenacia, prometto che ora sarò breve! Rullo di tamburi... per me è un "ni". Come spiegavo all'inizio, mi ci sono avvicinata considerandolo nulla più di un divertissement, e solo in seguito ho scoperto il progetto di cui fa parte. Trovo assurdo voler avvicinare un pubblico giovane a Jane Austen attraverso rivisitazioni moderne: non solo ci sarà chi s'illuderà di conoscerla, ma sarà dissuaso dal leggere l'originale in quanto non ne vedrà l'utilità. Intuite l'orrore? Considerandolo come romanzo a se stante, questo Northanger Abbey può forse essere carino, ma con molte riserve. Io mi sono divertita nel trovare il parallelo con l'originale, tuttavia senza la sua controparte non posso che considerarlo scialbo e non sempre verosimile, inoltre la tipica verve narrativa austeniana è del tutto assente. 

I romanzi di Jane Austen sono incredibilmente attuali senza bisogno di essere riscritti, e invece di fare l'occhiolino alle nuove generazioni con esperimenti di questo tipo, sarebbe più saggio dar loro gli strumenti per apprezzarne la bellezza.
10