Londra

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Anniversario a Londra

Austen

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Lost in Austen

Shirley

Shirley
Shirley di Charlotte Brontë

Il nuovo libro di Juliet Gael (e il debutto della rubrica #Great Expectations)

E' successo così, mi è venuto il ghiribizzo di controllare il sito di Juliet Gael, l'autrice di Romancing Miss Brontë, e mi sono imbattuta in queste righe:
No, non mi sono messa a saltellare con i lucciconi agli occhi. Sono una ragazza a modo, io. E anche se fosse, ehm, vi assicuro che tale manifestazione di gioia non sarebbe affatto eccessiva. Ho adorato Romancing Miss Brontë, e mi auguro con tutto il cuore che il suo nuovo libro su Mary Shelley sia all'altezza delle mie (enormi) aspettative. Credo non ci sia un'altra scrittrice vittoriana con una vita intensa come la sua: celebri natali, un amore illecito, una fuga romantica, amicizie con le menti più brillanti dell'epoca, la famosa notte "buia e tempestosa" a Villa Diodati, suicidi, morti romanzesche, ecc ecc... non le è mancato nulla, e in questo quadro la scrittura sembra l'unica alternativa alla follia.
Ti prego Juliet, non farmi penare troppo a lungo T_T da brava, su!

p.s Inauguro con questo post la nuova rubrica Great Expectations, in cui annuncio quei titoli che bramo con ardore e impazienza!
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Special Birthdays

Mi sarebbe piaciuto dedicare un post a ognuno di loro, peccato mi sia accorta della ricorrenza sempre con almeno un giorno di ritardo. Così eccoli qui, tutti insieme! E' quasi una festa! *cough cough* Questo mese si festeggia infatti l'anniversario della nascita di sei scrittori che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della letteratura e nella mia immaginazione: con due di loro, Anne Brontë e Lewis Carroll, non ho ancora avuto un incontro diretto e fanno parte dei miei propositi del 2015. Anche io e Byron, a dire il vero, ci siamo solo incrociati mentre scrivevo la tesi diversi anni or sono, ma mi piace ricordarlo con le parole di una sua amante, Lady Caroline Lamb: mad, bad, and dangerous to know.
Come? Sì, sono tutti inglesi. Lo so.

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Il palazzo d'inverno di Eva Stachniak

Ero fortemente tentata d'intitolare questo post "un'anglofila alla corte di Russia", ma ho desistito. Sarebbe stato troppo autoreferenziale dato che l'anglofila sarei io. Nel Palazzo d'inverno, invece, alla corte della zarina Elisabetta, salita sul trono nel 1741, c'è una ragazza di origini polacche, Varvara. Entrata nelle grazie del cancelliere, da umile cucitrice riesce a diventare spia imperiale, sacrificando però la sua innocenza, in quanto per sopravvivere deve rinunciare ai propri sentimenti e non fidarsi di nessuno. Sarà l'arrivo della principessa Sofia a rimescolare le carte in gioco: tra le due ragazze, entrambe outsider e sole al mondo, nasce una profonda amicizia, ed è attraverso gli occhi e la voce di Varvara che viene raccontata l'ascesa al potere di quella che sarà la futura imperatrice Caterina II.
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Chi non salta non è un blogger!

Nel saggio Blogging for Writers viene citato Evan Williams (uno dei fondatori di Twitter e Blogger): 
To me, the blog concept is about three things: Frequency, Brevity, Personality.
Desideravo che questo blog fosse una sorta di diario giornaliero di pensieri, letture e cose che amo. Parola chiave: giornaliero. La realtà dei fatti: in diciannove giorni ho scritto quattro post, cinque con questo. Se quanto a frequenza non ci siamo, quanto a brevità... stendiamo un velo. Le prime recensioni che ho postato sono troppo lunghe considerata la soglia di attenzione media (la mia, direbbe Sheldon, è pari a quella di una mosca). Purtroppo il tempo è quello che è, ovvero inesistente, e tolto quello dedicato al dovere, avanzano poche briciole. Internet è un mostro divoratore e per non farsi divorare si saltella qua e là. Uno spizzico da una parte. Uno spizzico dall'altra. Sempre di corsa. Triste, ma questo è il carrozzone (e io sono quella che pur impegnandosi balla sempre fuori sincrono).
Personalità? Sembra il problema minore, e invece non lo è affatto. Ancora una volta Blogging for Writers mi viene in soccorso: se nel 1999 esistevano un centinaio di blog, oggi ce ne sono più di 250.000.000. 
(Vi siete ripresi?)
250.000.000 di blog, Signore e Signori. Perché qualcuno dovrebbe leggere proprio il mio? E allora scatta l'ansia da prestazione. Bisogna essere originali, quando di originale ormai sembra non esser rimasto proprio nulla.
Tutto questo è scoraggiante, già, tuttavia non abbastanza da fermarmi. Pazienza se questo blog non sarà mai di quelli fighi, pieno di giveaway e di nuove uscite, per dire. Pazienza se la mia voce non sarà la più brillante, divertente, sarcastica, colta ecc ecc. Sarà come mi viene, perché alla fine essere se stessi è sempre la scelta giusta.
Frequency.
Brevity.
Personality.
Ci provo U_U
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Reading Jane #1 (Ragione e sentimento)

Non me la sento di scrivere recensioni su Jane Austen, quindi no, non sarà una vera recensione questa, piuttosto una raccolta molto informale di pensieriIl mio approccio ai classici non è mai stato "reverenziale", ma molto diretto e privo di fronzoli da criticismo letterario. Insomma, ne ciancerò con la massima leggerezza, come farei in compagnia di amici. Parto dal presupposto che un classico non debba piacere per forza, e a parte qualche caso più unico che raro, non metto nessun romanzo sul piedistallo. A volte non è semplice ignorare di quale penna sia frutto, e cos'ha significato per la storia della letteratura. Alla fine, comunque, ci sono riuscita. Negli ultimi quattro, cinque giorni, siamo state solo Jane e io, e mi ha salvata dall'ennesimo weekend trascorso a casa (dopo la mia influenza, giustamente è arrivata quella del fidanzato, evviva!). Credo di essere stata una delle ultime persone al mondo a non sapere come finiva ^^' ora che ci penso, però, esiste la remota possibilità che qualcun altro sia all'oscuro dei fatti... bene, se appartenete a questa categoria (non si sa mai) meglio che non proseguiate la lettura del post (ma grazie per essere passati^^).
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La storia di una bottega di Amy Levy

Da un punto di vista puramente letterario, il 2015 è iniziato per me nel migliore dei modi grazie a La storia di una bottega di Amy Levy. L'ho concluso l'altra sera, dopo una giornata trascorsa a letto con la febbre, e nonostante i miei poveri occhi gridassero pietà, non ho proprio potuto abbandonare le sorelle Lorimer prima di sapere quale sarebbe stato il loro destino.

Questa perla vittoriana del 1888 è stata pubblicata in Italia lo scorso anno dalla Jo March, che si è guadagnata la mia totale ammirazione ed eterna venerazione. Il titolo originale, The Romance of a Shop, ha una connotazione leggermente diversa ed esprime ciò che questo romanzo racconta a tutti gli effetti, ovvero l'educazione sentimentale di quattro ragazze. Fanny, Gertrude, Lucy e Phyllis, in seguito alla morte del padre, si trovano sul lastrico, ma anziché accettare le offerte d'aiuto di parenti e amici, scelgono di rimboccarsi le maniche e farcela con le loro forze, avviando una bottega di fotografia. Lungi dall'essere un semplice sfondo delle loro vicende, è proprio questa bottega la vera protagonista: è il ricettacolo dei loro sogni e del loro spirito indipendente, che le spinge a ignorare le convenzioni sociali, nonché la strada più semplice, per guadagnarsi di che vivere e conquistarsi un angolino di felicità.

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A Literary Education

Ogni anno a gennaio (così come a settembre) cedo alla tentazione dei buoni propositi, nonostante sia universalmente provato che falliscono dopo appena qualche settimana. Ahimé, anche se spesso sfuggo alle statistiche, in questo caso... no. Fatto sta che ci sono cascata di nuovo, ma dato che il mio 2015 sarà all'insegna del back to basics, ovvero di ciò che conta davvero, ne ho scelti pochissimi. Le dita di una mano mi avanzano pure, per dire. Il campo è ristretto e sì, sono piuttosto fiduciosa in merito U_U
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I propositi letterari, invece, sono una categoria a parte. (*modalità Hermione mode on*) Molti, forse troppi, magari ambiziosi, ma tant'è. Niente mi rende più felice di stilare liste di libri da leggere (e da comprare!). Se anche voi siete bookaholic all'ultimo stadio, sono sicura che mi capite benissimo. Le mie reading lists ad oggi riguardano essenzialmente due progetti. Il primo consiste nel diventare una perfetta Janeite: ho letto solo due romanzi di zia Jane, Orgoglio e pregiudizio e Northanger Abbey, ed è giunta l'ora di porre fine a questa vergogna >_<. Il secondo nel colmare alcune (gravissime) lacune nella mia preparazione vittoriana (romanzi come Oliver Twist o Alice nel paese delle meraviglie: lo so, lo so, è uno scandalo). A questi se ne aggiungeranno altri (per esempio la rilettura della saga di Harry in inglese), e poi ci saranno quei titoli scelti in base al mood del momento. E' chiaro che si tratta di un work in progress, o meglio, di un punto di partenzaè più una bozza, insomma, come il codice dei pirati, e spero sarà altrettanto avventurosa. So già che un anno non sarà sufficiente, ma va benissimo così. Voglio privilegiare la qualità alla quantità. 
A presto
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Happy New Blog

L'emozione di iniziare un nuovo blog il primo giorno di un nuovo anno. Una pagina bianca da riempire con ciò che più si ama. Io ho le idee piuttosto chiare, in merito. Libri, tanti da leggere e uno da scrivere, e piccole cose che mi rendono felice. Su quelle grandi non ho potere, su quelle piccole sì, grazie al cielo. Se volete saperne di più su di me, visitate questo link e continuate a leggermi. Happy New Book Year

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